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i “natali”

giugno 29, 2008

Quando arriva l’atmosfera natalizia avverto sempre una spiacevole sensazione di inquinamento.

Da bambina per me esisteva il Natale con il presepio e l’albero e all’Epifania arrivavano i regali e la calza della Befana, poi le feste finivano.

Il Natale era la festa della famiglia,della nascita di Gesù Bambino, delle tavolate, dei profumi delle arance , dei fichi, delle noci e dell’uva passa e del gioco della tombola. Era l’andare a Messa tutti insieme e intonare canti natalizi.

Oggi, i miei nipoti festeggiano Santa Lucia, Babbo Natale, Gesù Bambino, la Befana, vedono grandi magazzini strabocchevoli di giocattoli, convivono con armadi pieni di giochi e non so quale idea si siano fatti del Natale. Le strade sono illuminate con festoni, i negozi luccicano, la corsa al regalo si fa frenetica. Tutti sembrano voler concentrare in quel periodo il desiderio di trovare l’oggetto che mostri il loro affetto alle persone care, quasi a rimediare a un vuoto che durante l’anno si è creato per una vita caotica che ci allontana da amici e parenti. In certi casi questa frenesia diventa solo un’espressione di conformismo. Sganciarsi da questo meccanismo non è facile e chi è povero ed emarginato, in quei giorni lo è ancora di più.

Ecco perché ho scelto di preparare una poesia per ogni Natale: per ritrovare nei versi dei poeti i significati profondi e reconditi della Natività. Versi che traduco in immagini, ideogrammi di un pensiero che condivido con il poeta.

Pensieri e visioni che ci costringono alla riflessione, allameditazione,forse alla preghiera.

Nel 1982 inizio i miei “Natali” con la poesia di Ungaretti scritta durante la prima guerra mondiale. Una riflessione dolce-amara che mi sembrava molto lontana ma che oggi purtroppo ritorna attuale.

Natale – Ungaretti (1982)

Natale – Ungaretti (1982)

Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata

Qui 
non si sente
altro 
che
il caldo buono

Sto 
con le quattro
capriole 
di fumo 
del focolare

 

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La lettura di “Murder in the Cathedral” di T.S. Eliot, fatta in epoca giovanile, nel bellissimo parco del collegio Rosetum di Varese è per me un bellissimo ricordo. L’omelia dell’arcivescovo Thomas Becket nella cattedrale di Canterbury alla vigilia di Natale è severa e profetica

Natale 1983

And the world must be cleaned in the winter, or we shall haveonly
A sour spring, a parched summer, an empty harvest.
Between Christmas and Easter what work shall be done?
The ploughman shall go out in March and turn the same earth…

…E il mondo deve essere ripulito d’inverno o avremo soltanto
Un’agra primavera, un’estate riarsa, un vuoto raccolto.
Tra Natale e Pasqua quale lavoro dovrà essere fatto?
L’aratore andràfuori in Marzo e rivolterà la stessa terra…

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Ne“La Stella di Natale”, poesia scritta dal Dottor Zivago, personaggio dell’omonimo romanzodi Boris Pasternak, la spirale, simbolo dell’infinito, nelle asperità e nelle gioie della vita, si muove accompagnata dalle parole del poeta.
La stella di Natale - 1985
la stella di Natale 1985

.E strana visione dei tempi venturi
Lontano appariva tutto quello che in seguito avvenne.
Tutti i pensieri dei secoli, tutti i sogni, i mondi,
tutto il futuro delle gallerie e dei musei,
tutti gli scherzi delle fate, tutte le gesta dei maghi,
tutti gli alberi di Natale al mondo, tutti i sogni dei bambini….

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La coltura degli alberi di Natale – 1991

4 strofe della poesia di Thomas Eliot, scomposte semioticamente, e ricostruite a forma di alberi: decalcomanie per una finestra che richiama lo stile inglese

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