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l’inquietudine di marisa

marzo 21, 2015

marisa al parco 1

Marisa al parco. 2014

 

Mi fa piacere, cara Sarima, riconoscere che non ti sei nascosta tra le pieghe del programma di Second Life per puro divertimento o per curiosità. La tua inquietudine è salutare, specialmente se è avulsa dalla paura.
Recentemente Umberto Eco ci ricorda che Kant ha proposto di stabilire  il fondamento della conoscenza nel soggetto che conosce e non nell’oggetto conosciuto. Molte volte, tu ed io abbiamo parlato di intuizione, proprio nei momenti più creativi della nostra esistenza, rendendoci ben conto che per noi era un continuo tradurre tutto ciò che vedevamo attorno a noi, rifletterci sopra con la nostra sensibilità affinché anche noi potessimo trovare l’occasione di esprimere un’idea personale. “Le forme trascendentali della conoscenza agiscono sui dati dell’intuizione” ci chiarisce ancora Eco nel suo articolo su Repubblica del 13 marzo scorso. Sono subito andata a scovare la parola trascendentale e il suo significato: tralasciando quello più antico medievale, quello che fa scuola è sempre il pensiero kantiano : “le strutture del pensiero  esistono anteriormente all’esperienza e  condizionano e permettono la conoscenza”, il che sembrerebbe quasi contraddire quanto affermato sopra. Se poi ci chiedessimo la differenza tra una esperienza diretta di vita ed una esperienza fatta attraverso la lettura di  avventure reali o immaginarie di altri personaggi, puoi ben capire che il discorso sarebbe molto lungo e intrigante.
La conoscenza di qualsiasi cosa può essere anche inganno, qualcosa di prefabbricato dalle nostre menti sempre pronte come dici tu a crearsi delle gabbie dalle quali è complicato uscire. Tu ci inviti a parlarne perché hai compreso che ancora oggi l’umanità continua a farsi  le stesse domande ed è affascinante scoprire le affinità che ci accomunano e le diversità che ci incalzano a nuovi pensieri, a nuove soluzioni.
Vorrei comunque invitarti a soffermarti e riflettere su una parola che da oggi in poi sentiremo sempre più spesso: la paura.
Tu hai dimostrato coraggio avventurandoti in un mondo nuovo senza temere  la stanchezza, il silenzio, la solitudine ed hai viaggiato, ponendoti sì delle domande esistenziali, ma anche affrontando le varie difficoltà dei tuoi viaggi  in modo positivo.
Io qui, nel mondo reale, devo combattere contro qualcosa di veramente nuovo, che non è la guerra, con tutti suoi dolori e sciagure, ma è qualcosa di più subdolo, rarefatto anche se concreto, il male. Un male che si intrufola in tutti noi e che in alcuni esplode con violenza inaudita. E dobbiamo combatterlo a tutti i costi con la fede che ci sostiene e confidando in quella parte di umanità che  è ancora prevalente e crede nel bene e nella solidarietà. Continuiamo a viaggiare, cara Sarima, con la mente, con l’anima, con le nostre qualità di donne.

sarima e il mare
Sarima al mare-sotto ovviamente. 2011

 

Dear Sarima, I am pleased to acknowledge that you have not hidden yourself into the folds of Second Life program for fun or out of curiosity. Your anxiety is healthy, especially if it is divorced from fear.
Recently Umberto Eco reminded us that Kant proposed us to establish the foundation of knowledge in the subject who knows and not in the object known.  Many times, you and I have talked about intuition, right in the most creative moments of our existence. We are well aware that our work is a continuous translation of everything we see around us: a very detailed work done with our own sensitivity to catch the opportunity of expressing a personal opinion at the same time. “The transcendental forms of knowledge act on the data of intuition” clarifies Eco in his article on the Italian
newspaper la Repubblica March 13th  I quickly went to look into the word “transcendental” : omitting the oldest medieval one, the present meaning follows the Kantian thought: “the structures of thought exist before the experience and bind and allow the knowledge”, which would almost seem to contradict what was stated above. And if we were to ask ourselves what is the difference between a direct experience of life and an experience of reading about somebody else’s real or imaginary adventures, you could well understand that the speech would be very long and intriguing.
The knowledge of anything can be even deceptive, preconceived by our minds always ready, as you say, to create cages from which it is difficult to get out. You invite us to talk about it because you understand that human beings continue to ask almost the same questions. To find out the similarities that unite us and the diversity that suggest us new thoughts and new solutions is fascinating.
However, I want to invite you to linger and reflect on a word that from now on we will hear more and more often: fear.
You have shown courage in your venturing into a new world without fear of fatigue, silence, solitude and have travelled, not just by asking existential questions, but also to face up to the various difficulties of your trips in a positive way.
In my real world I have to fight against something actually new, that is not a war with all its sorrows and misfortunes, but something more subtle, rarefied although concrete, the evil that sneaks in all of us and that in some of us explodes with unprecedented violence . And we have to fight against it at all costs with the faith that sustains us and trust that part of humanity that thankfully is still prevailing, who believes in goodness and solidarity. Let us continue to travel, dear Sarima, with the mind, the soul, with our qualities of women.