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il bestiario

giugno 11, 2008

Leggevo in una presentazione su Guillaume Apollinaire a cura di Clemente Fusero:

“E stata prospettata l’ipotesi che la prima idea di un “bestiario” illustrato, alla maniera medioevale ancora viva nell’epoca rinascimentale, scaturisse da una conversazione svoltasi nello studio di Picasso, al “Bateau Lavoir” di Montmartre, verso il 1906. Ne sarebbero testimonianza alcune figure di animali incise a quel tempo dal malagueño”

Fu poi stampato nel 1911 con le illustrazioni di Raoul Dufy, incisioni su legno.

Francis Poulenc nel 1919 musicò alcune poesie del bestiario di Apollinaire.

Una visione allargata dell’opera d’arte.

E’ per me una sfida ripensare nel 1980 ad un bestiario senza l’immagine dell’animale ma che lo richiami attraverso un ritmo, un segno, un simbolo.

Perdo la sfida nel trovare un musicista che accompagni con lo stesso spirito le immagini. Peccato! La cartella tuttavia esiste e può sempre essere messa in musica.

La capra del Tibet – 1982

Les poils de cette chèvre et même

Ceux d’or qui pris tant de peine

Jason, ne valent rien au prix,

Des cheveux dont je suis épris.

Il vello di questa capra e perfino

Quello d’oro per cui Giasone ha tanto penato

Non valgono nulla al confronto

Dei capelli che mi hanno incantato.


Il coniglio – 1982

Je connais un autre connin

Que tout vivant je voudrais prendre.

Sa garenne est parmi le thym

Des vallons du pays de Tendre.

Conosco un’altra bestiola

Che viva vorrei prendere.

La sua garenna è in mezzo al timo

Delle vallette del paese dell’Amore


Il dromedario – 1982


Avec ses quatre dromadaires

Don Pedro d’Alfaroubeira

Courut le monde et l’admira.

Il fit ce que je voudrais faire

Si j’avais quatre dromadaires.

Con i suoi quattro dromedari

Don Pedro d’Alfaroubeira

Percorse il mondo e l’ammirò.

Fece ciò che vorrei fare io

Se possedessi quattro dromedari.


Il serpente – 1982

Tu t’acharnes sur la beauté.

Et quelles femmes ont été

Victimes de ta cruauté!

Eve, Eurydice, Cleopatre;

J’en connais encor trois ou quatre

Tu t’accanisci contro la bellezza.

E quali donne furono

Vittime della tua crudeltà!

Eva, Euridice, Cleopatra;

Io ne conosco ancora tre o quattro.

La carpa – 1982

Dans vos viviers, dans vos étangs,

Carpes, que vous vivez longtemps!

Est- ce que la mort vous oublie,

Poissons de la mélancolie.

Nei vostri vivai, nei vostri stagni,

carpe, come vivete a lungo!

E’ che la morte vi oblia,

Pesci della malinconia.


il delfino – 1982


Dauphins, vous jouez dans la mer,

Mais le flot est toujours amer.

Parfois, ma joie éclate-t-elle?

La vie est encore cruelle.

Delfini, voi giocate nel mare,

Ma il flutto è sempre amaro.

Esplode talvolta la mia gioia?

Anche la vita è crudele.

(traduzioni di mlgrimani)