Posts Tagged ‘opera di M. L. Grimani’

il romanzo

agosto 19, 2008

Dalle poesie alla traduzione in immagine di romanzi o racconti il passo fu breve.

Se una notte d’inverno un viaggiatore

di Italo Calvino

Einaudi editore, 1979

Il romanzo apre così:

“Stai per cominciare a leggere il nuovo romanzo Se una notte d’inverno un viaggiatore di Italo Calvino. Rilassati. Raccogliti. Allontana da te ogni altro pensiero. Lascia che il mondo che ti circonda sfumi nell’indistinto. La porta è meglio chiuderla; di là c’è sempre la televisione accesa. Dillo subito agli altri! “No, non voglio vedere la televisione!” Alza la voce, se non ti sentono: “Sto leggendo! Non voglio essere disturbato!”

Libri,Libri Che da Tanto Tempo Hai In Programma Di Leggere, Libri che Da Anni Cercavi Senza Trovarli, Libri Che Riguardano Qualcosa Di Cui Ti Occupi In Questo Momento”

“Da pagina 32 si torna a pagina 17! Pagine che ritornano identiche, pagine che mancano, scambi di romanzi e poi romanzi che iniziano e vengono interrotti

Titoli di libri che non esistono, ma che hanno un inizio che ti incuriosisce, titoli che formano una frase che è un enigma, una domanda finale senza risposta.

“Lettore è tempo che la tua sballottata navigazione trovi un approdo. Quale porto può accoglierti più sicuro di una biblioteca? Certamente ce n’è una nella città da cui eri partito e a cui hai fatto ritorno dopo il tuo giro del mondo da un libro all’altro. Ti resta ancora una speranza, che i dieci romanzi che si sono volatilizzati tra le tue mani appena ne hai intrapreso la lettura, si trovino in questa biblioteca.”

Io li ho trovati: pagine colorate che si sovrappongono,si intersecano con i titoli a rilievo che ne seguono il ritmo. Li ho racchiusi in schermi televisivi e ne ho fatto uno sceneggiato in 10 tempi. Una rivincita dei libri sulla invadenza della televisione.

“Se una notte d’inverno un viaggiatore – sceneggiato in dieci tempi” 1985

Ecco i titoli dei dieci capitoli che formano un’unica frase:

“Se una notte d’inverno un viaggiatore

Fuori dell’abitato di Malbork

Sporgendosi dalla costa scoscesa

Senza temere il vento e la vertigine

Guarda in basso dove l’ombra si addensa

In una rete di linee che s’allacciano

In una rete di linee che s’intersecano

Sul tappeto di foglie illuminate dalla luna

Intorno ad una fossa vuota

Quale storia laggiù attende la fine?”

particolare

Dopo questo lavoro i romanzi successivi li ho rappresentati senza parole. Racconterò in un altro libretto la storia di Percival Bartlebooth personaggio inventato da George Perec nel suo libro “La vita istruzioni per l’uso”.

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una svolta

giugno 10, 2008

Nel 1979 vengo invitata ad una collettiva per presentare un lavoro a tema: “Autoritratto, semiologia della memoria”.

Fotografo il mio abituale cappello di velluto nero. invernale.

Scelgo un verso dai Quattro quartetti di T. S. Eliot, che stavo leggendo in quel periodo, e precisamente l’inizio del primo quartetto Burnt Norton.

Lo scompongo, come fanno i semiotici, per scoprirne il ritmo.

Perché non usare questa stessa scomposizione per rappresentarmi?

Ecco allora scendere dal mio cappello le catene di lettere che tanto somigliano ai miei capelli diritti come fusi.

autoritratto semiologia della memoria 1979

Burnt Norton T. S. Eliot

Time present and time past

Are both perhaps present in time future,

And time future contained in time past.

Il tempo presente e il tempo passato

Sono forse presenti entrambi nel tempo futuro,

E il tempo futuro è contenuto nel tempo passato.

Un autoritratto che racchiude il tempo, lo ferma: rimarrò sempre giovane.