Posts Tagged ‘mondo virtuale’

palingenesis

febbraio 9, 2015

Palingenesis è il titolo di questa serie di immagini, scelto per ritrovarci a riflettere sul significato di rinnovamento, rinascita, rigenerazione. Oggi più che mai.

Ho viaggiato da settembre 2007 fino a tutto dicembre 2011 nel mondo virtuale di Second Life sempre con lo stesso kaftano blu, a piedi nudi per non far rumore. Potevo volare, passare attravero montagne inacessibili, camminare sott’acqua su e giù per i crateri, salire sulla luna, nascondermi negli arcobaleni e ho giocato con gli animali, dalla tigre all’orca marina, mi sono seduta al pianoforte e suonavo divinamente, persino la batteria mi attraeva a sé. Ma non solo. Con il permesso degli avatar miei amici sono entrata nelle loro sculture, nelle loro installazioni, nella natura dei loro giardini, fino a confondermi nei petali dei loro fiori, nelle fronde dei loro alberi. Un impegno dove il tempo non passava mai e mi trovavo di notte a lavorare per incontrare gli amici e di giorno a captare immagini con una destrezza di mouse che non avrei mai immaginato. Avrei molto da raccontare.

Ma oggi qui, davanti a queste immagini vi svelo una grande passione: riuscire a fermare ciò che stavo esplorando un attimo prima che tutto diventasse chiaro e palese. Dopo la prima apparizione grigia, squadrata delle texture geometriche, tutto iniziava a prendere lentamente colore e forma. Ma i primi attimi dove sfumature eteree, forme primordiali ti apparivano vaghe, sfuggenti, ecco, quello era il momento giusto per catturarle come in un sogno cosmico.

E il racconto inizia: vedo un mondo vergine, accogliente, forte ed ho l’impressione netta che poco dopo arrivino uomini a forgiarlo, donne a impreziosirlo. Spazi aperti, vivibili da ognuno di noi, senza barriere, in un icrocio di lingue, di costumi, di scambi, perchè ognuno ritrovi la sua Utopia in un dialogo continuo . Tutto è possibile in un mondo virtualeio ve lo ripresento così, ancora fumante, da plasmare, da costruire. Sarima Giha a.k.a. Maria Luisa Grimani

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Palingenesis is the title of this series of images, chosen to think about the meaning of renewal, rebirth, regeneration. Today more than ever. I traveled from April 2007 to December 2011 in the virtual world of Second Life wearing a unique blue kaftan, barefooted to make no noise. I could fly, go through inaccessible mountains, underwater walking up and down the craters, reach the moon, hide myself into the rainbows. I played with animals like the tiger or the killer whale, I sat at the piano and played it divinely, even the drums fascinated me. But not only. With my avatar friends’ permission I entered into their sculptures, their installations, the nature of their gardens, to camouflage myself in the petals of their flowers, in the fronds of their trees. A commitment where time never passed. I was working at night to meet friends and day to capture images with a mouse dexterity I never could imagine. I would have so much to tell. But now, here, in front of these images I reveal you what was my great passion: to be able to stop what I was exploring a few seconds before everything becomes clear and obvious. After the first appearance of grey squared geometric textures, everything slowly began to take colour and shape. But the first moments when ethereal shades, primordial forms appeared blurred, elusive, that was the right time to catch them like a cosmic dream. So the story begins: I see a virgin world, friendly, strong and I have the distinct vision that shortly after men would arrive to forge it and women to embellish. Open spaces, liveable by everyone, without barriers, in an intersection of languages, customs, exchanges, because everyone recover its Utopia in an ongoing dialogue. Everything is possible in a virtual world.I submit it to you as it is, still steaming, to mould and built it. Sarima Giha a.k.a. Maria Luisa Grimani

rivelazione

rivelazione 2014

Tra il prato e il cielo plumbeo, pennellate di luce. Si alza il sipario e io cerco Utopia.

Museo del Metaverso inaugurazione 7 marzo 2015 0re 21

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premessa alla nuova categoria “incontri”

marzo 5, 2014

Mi sembra bello oltre che giusto far conoscere alcuni scritti che artisti, docenti, critici d’arte,storici dell’arte,amici e conoscenti hanno dedicato al mio lavoro.
I loro pensieri sono un arricchimento per tutti noi poiché  il lavoro di un artista prende vita solo nello scambio di sentimenti e passioni.
Scopro rileggendoli sempre qualcosa di nuovo che mi è particolarmente utile in questo periodo nel quale sto ripercorrendo il mio sentiero.
Fermarsi, riflettere, dialogare sono passaggi essenziali per crescere.
Far conoscere le loro parole è anche un modo per ringraziarli perché il pensiero di ognuno di loro nasce dallo sforzo di comprendere l’altro, il suo operare, il suo essere.

Se possibile racconterò come e quando ho conosciuto le persone di cui pubblicherò qualche testo.

Per oggi una piccola curiosità che mi auguro vi diverta.

archimedix

Archimedix Bulan e il libro di Sarima Giha

Il mio primo maestro  nel mondo di Second Life Archimedix Bulan, proprietario di una biblioteca tra i monti, pubblicò on line il racconto delle prime esperienze  di “Sarima Giha”, il mio  avatar nato il 9 settembre del 2007 e rimasto fra le nuvole di quel mondo virtuale fino alla fine del 2011. Si è ritrovata casualmente la sua piuma tra le pagine di un libro. La piuma viene indossata dagli avatar quando volano oltre i seimila metri.

sarima giha e la piuma

“Sarima Giha e la piuma” 2012

sarima tra le nuvole

Sarima fra le nuvole 2011

la città blog di Sarima

gennaio 26, 2009

Mi fa molto piacere presentare l’ultimo mio lavoro realizzato e presentato in Second Life, alla manifestazione ARENA call for artists, con la collaborazione di Core Tatham a.k.a. Tommaso Correale Santacroce.

Invitata da Roxelo Babenco a.k.a. Rosanna Galvani, owner e curatrice del Museo del Metaverso, e da Arco Rosca a.k.a. Paolo Valente, architetto e coowner con Roxelo di uqbar, ho potuto presentare “La città blog di Sarima”, un’opera fatta di parole, immagini e suoni che racchiude l’essenza del mio percorso artistico per scrivere un libro che suona che canta che balla.

Il video con l’intervista di Roxelo, le immagini della città, la scrittura dell’intervista, e il video dedicato alla comunità internazionale Passsword con il primo ingresso di Sarima Giha in Second Life sono visibili in questi giorni contemporaneamente

http://marcominghetti.nova100.ilsole24ore.com

(categoria: cronache da second life)

http://museometaverso.blogspot.com/

http://uqbar-mediaartculture.ning.com/video/maria-luisa-grimani

http://uqbar-mediaartculture.ning.com/video/roxelo-babenco-intervista

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la città blog di Sarima – visione dall’alto – foto di arco rosca

Testo dell’intervista di Roxelo Babenco a Sarima Giha:

Maria Luisa Grimani aka Sarima Giha, il tuo percorso artistico è costellato di mostre e di incontri significativi, sia reali che ideali. Puoi renderci una sintesi delle tappe più importanti della tua esperienza artistica?

Inizio col raccontarvi di un sogno infantile che mi porto dentro da sempre e che mi abbandonerà solo quando non riuscirò più a sognare: scrivere un libro che suona, che canta, che balla.

Era solo una frase che non riuscivo a comprendere, ma ben presto ha preso i connotati di un percorso verso una meta non ben definita, ma che mi porta sempre inevitabilmente là dove voglio andare.

Il percorso è costellato di letture, dialoghi, musica, suoni, danze, di visioni del macro e microcosmo, di sensazioni e di emozioni . Per raccontare dalle fondamenta le mie ricerche ho scritto tre piccoli libri: Storie di scacchi, Il testo poetico come immagine e Il giardino dei segni .

Ho avuto la fiducia di personaggi come Wando Aldrovandi che nella Libreria Einaudi in galleria Manzoni a Milano ha ospitato la mia prima antologica e mi pronosticava ”Grimani… ti capiranno fra cento anni”, di A G Fronzoni, un grafico rigoroso che mi ha insegnato quanto è importante progettare dal più piccolo al più importante dei lavori, di Bruno Munari con il quale ho stretto una bella amicizia ed ho avuto l’ occasione di lavorare al Castello Sforzesco di Milano a Giocare con l’arte.

Come nasce l’ interesse per Second Life e quali caratteristiche di questo mondo virtuale trovi congeniali per un’artista come te?

Second Life è arrivata in un momento della mia vita favorevole a questa esperienza. Stavo lavorando da due anni, e lo faccio tuttora, con il gruppo internazionale “Password” composto da poeti e da artisti che si collegano on line, gli uni per scrivere i loro testi gli altri per tradurre le loro poesie in immagine. Un’esperienza che mi ha permesso di dialogare con il mondo attraverso il programma photoshop ed ho la soddisfazione di dire che l’ho usato da ignorante inventandomi di volta in volta, attraverso parecchi errori, il suo uso. Poi l’occasione di entrare in second life. Sono entrata per esporre alcune mie poesie realizzate per Password. Esiste ancora nella land dell’avatar Core Tatham la struttura portante che mostra i miei quadri. Poi una volta entrata come potevo non esplorare questo fantastico mondo virtuale?

Abbiamo avuto modo di apprezzare la tua installazione “la città blog di Sarima” ad Arena. Un’opera complessa che trae ispirazione dal blog “Il fogliomondo di Sarima”. Vuoi raccontare ai nostri lettori come nasce e come si sviluppa il progetto della città blog, presentato ad Arena in Second Life?

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dentro la città – foto di arco rosca

Il blog di Sarima è nato da una idea ben precisa, creare un’opera unitaria interdisciplinare. Finalmente avrei potuto esprimermi contemporaneamente con parole, immagini e suoni, tentando anch’io di realizzare l’opera totale che molti letterati e artisti hanno da sempre inseguito.

Per inciso, so che oggi si parla molto di arte globale, che raggiunge tutti e ovunque eliminando barriere e confini, io mi azzardo a dire che preferisco ancora il termine universale perché per me questa parola contiene in sé sia l’aspetto terreno della globalizzazione che la spiritualità insita nell’uomo. L’universo è un concetto che ci aiuta a pensare all’infinito e all’eterno allargando i limiti dello spazio e del tempo terreni.

Arena mi ha dato la possibilità di far vedere in un’unica immagine il mio blog. La sua realizzazione in second life era un nodo cruciale, conoscendo i miei limiti tecnologici. Per il progetto ho chiesto la collaborazione di Core Tatham a.k.a. Tommaso Correale Santacroce, regista teatrale e web content manager della Fondazione Bassetti, ed insieme abbiamo ideato e creato la città con parallelepipedi più o meno alti a seconda del testo del racconto che si sarebbe potuto vedere, leggere ed ascoltare.

Una città che rappresentasse il Fogliomondo di Sarima con i suoi protagonisti, gli abitanti di Second Life, gli avatar, le loro opere, le loro costruzioni, i loro colori. i loro entusiasmi e non ultimo persino la loro protesta fatta di enormi coloratissimi graffiti che non possono mancare in una nuova città, con il vantaggio che in second life appaiono come fuochi d’artificio e non sporcano le pareti dei palazzi.

Pensi di proseguire nella sperimentazione artistica in World? Quali i tuoi progetti per il futuro?

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foto di arco rosca

Di solito quando inizio una ricerca tra lo studio e la sua realizzazione passano di media tre anni. Ora sono in un momento magico per continuare Second Life. Questa esperienza andrà avanti fino ad un suo naturale esaurimento, cioè fino a quando una idea nuova e incalzante si farà spazio.