Posts Tagged ‘libro d’artista’

madremare

ottobre 6, 2016

Tutto ha inizio da una mia riflessione sul “mare come madre” tema scelto da Maddalena Castegnaro per una mostra di libri d’artista itinerante.

 

Madremare
Goccia infinitesimale della Via Lattea
nutrimento candido e lucente
Sai essere spuma creativa
e distruttiva
abbraccio rigenerativo
e mortale
canto e lamento
Nella commedia e nella tragedia
madre e matrigna. mlg

 

img_1305

particolare di una pagina bianca traforata del libro Madremare 2016

 

Madremare
Infinitesimal drop of the Milky Way
candid nourishment and shining
You know how to be creative foam
and destructive
regenerative embrace
and mortal
singing and wailing
Into the comedy and tragedy
mother and stepmother. mlg

 

fullsizerender

particolare di una pagina verde dipinta del libro Madremare 2016

 

La metafora della Via Lattea per descrivere pittoricamente la potenza del mare come madre mi è servita per creare un libro d’artista di 6 pagine doppie. Un lato è composto da pagine bianche traforate, l’altro verde scuro è dipinto con colori lattei. Giorno e notte,  luce e ombra, madre e matrigna, positivo e negativo in ambedue i lati.
Qualsiasi cosa può succedere nella goccia turbolenta e in quella calma del mare.
Oggi come ieri tutto torna in un continuo alternarsi di bene e male.
La visione del mare e del cielo che si confonde e si integra è testimonianza dell’ infinito di cui facciamo parte. Coscienti che un giorno l’infinito finirà.
Tuttavia rimane la certezza nei versi di T.S.Eliot: “In my beginning is my end / in my end is my beginning”,  nel mio principio è la mia fine, nella mia fine è il mio principio.

 

The metaphor of the Milky Way to describe pictorially the power of the sea as a mother helped me to create an artist’s book of 6 double pages. One side is composed by perforated white pages, the other is painted on dark green pages with milky colors. Day and night, light and shadow, mother and stepmother, in both  sides a positive and negative meaning.
Anything can happen in the turbulent and calm drop of the sea- water

Today as yesterday it all comes back in a continuous succession of good and evil.
The view of the sea and the sky that merges and integrates, it testifies of the “infinity”to which we belong. Nevertheless we are aware that, one day, it will end.
However, the certainty remains in the verses of T.S.Eliot: “In my beginning is my end / in my end is my beginning”.

 

ps. foto del libro dopo la prima inaugurazione

un racconto/a tale – introduzione

ottobre 17, 2015

Sto fotografando le ultime pagine-pareti del giardino dedicato ai racconti di Ida Fink e nel muoverle è come se vagassi per un labirinto cupo, con sprazzi di luce improvvisi.
Storie tragiche che rivelano il desiderio-speranza di non far sparire nel nulla il ricordo di amici, parenti, conoscenti ebrei, vittime dell’ultima guerra mondiale.
Ora è pronto per la mostra Acquario verde, curata da Maddalena Castegnaro, che si terrà a Fasano (Brindisi) nel febbraio 2012.
Per questo libro d’artista, realizzato con immagini nate nel programma virtuale di Second Life, mi sono ispirata alla mia prima opera in assoluto, il modulo didattico realizzato nel 1975. Allora stavo ancora lavorando nello studio di A G Fronzoni e il tipografo Giorgio Lucini di Milano mi dava una mano per cercare con che materiale unire le due pagine, un quadrato e un cerchio, tagliate a spicchi per ottenere la terza dimensione.

I am taking photographs of the last pages – walls of the garden dedicated to the stories of Ida Fink and moving them it is as if I were wandering through a dark labyrinth with sudden flashes of light. Tragic stories that reveal the wishful hope that the memory of friends, relatives, acquaintances Jewish victims of World War Two may not disappear into thin air. Now it is ready for the show “Acquario verde” with Magdalena Castagnaro as curator, to be held in Fasano (Brindisi) in Feb 2012.
For this artist book  w
ith its images based on the programme’s virtual Second Life, I was inspired by my first opera ever. The “Modulo didattico” realised in 1975, when I was still working in the studio of AG Fronzoni and the printer Giorgio Lucino of Milan gave me a hand to find which material could unite two pages, a square and a circle cut into slices to obtain the third dimension.

modulo didattico 3
modulo didattico 1975

2 luci e ombre nel verde

luci e ombre nel verde 2012


Con questo richiamo al passato, è come se avessi improvvisamente rovesciato la mia vita artistica e tutto incominciasse a rivelarsi anche nelle pieghe più remote.
Raccontarsi serve anche a scoprire qualcosa di nuovo in se stessi e negli altri.
Appagherò così anche le mie diverse anime che si agitano nel desiderio di rivelare il filo conduttore che le unisce tutte in una unica essenza. Oppure è il libro che suona che canta che balla che vuol vedere la luce come personificazione del mio desiderio?
Esprimermi, sentirmi parte integrante dell’universo nel tentativo di tradurre in immagine tutto ciò che vale la pena di risentire, rivedere, rivivere, questo è ciò che ho tentato di fare. Diventare una traduttrice significa per me riproporre attraverso la mediazione del proprio sentire tutto ciò che di bello si presenta sotto i nostri sensi.
Sono consapevole dell’unicità di ciascuno di noi, ma non manco di entusiasmarmi nello scoprire le affinità di pensiero e di espressione con personaggi vissuti in altre epoche e in altri luoghi o con persone che il caso o le mie letture mi fanno incontrare. Personaggi che scopriremo un po’ alla volta man mano che il mio racconto prenderà forma.
Il rigore e la passione per la progettazione sono due caratteristiche che ho appreso lavorando nello studio grafico di A G Fronzoni a Milano dal 1974 al 1978 e che hanno preparato il terreno per permettermi in seguito una ricerca artistica mai slegata da una severa etica professionale e dalla consapevolezza che ognuno di noi ha un ruolo nella vita.
Fu in quegli anni che iniziai la ricerca sui giochi.

With this reference to the past , it is as if I had suddenly turned my artistic life upside down and that everything had begun to reveal itself even in the innermost folds.
Talking about oneself is also useful to discover something new about oneself and others.
Thus I will fulfil my many souls that agitate wishing to reveal the common thread that unites them all into a single essence. Or is it “ Il libro che suona che canta che balla “ that wants to see the light as the personification of my desire?
To express myself, to feel part of the universe in an attempt to translate into a picture everything that is worth being re-seen, re-lived, revived, this is what I have tried to do. The essence of a translator for me means representing through the medium of one’s own personal feelings all that our senses perceive as beautiful.
I am aware of the uniqueness of each one of us, but do not fail to get excited when I discover the similarities of thought and expression of people who lived in other times and in other places or persons I have met by chance or through my reading, These people we will discover gradually as my story takes shape.
Rigour and passion for design are two features that I learned working in the graphics studio of AG Fronzoni in Milan from 1974 to 1978 and that paved the way to allow me carry out my artistic research in all fields, never untied from a strict professional ethic and the realisation that each of us has a role to play in life.
It was in those years that I began to research into games.

naturalia animalia

luglio 9, 2012

Oggi 9  Luglio 2012  si inaugura la mostra “Naturalia Animalia esposizione internazionale di libri d’artista” a Villa Excelsa San Nicola, Lecce,  alle ore 20.

Questa bellissima poesia di Garcia Lorca è  stata la mia ispiratrice per un libro profumato alla menta

Ballata sonnambula

Verde que te quiero verde.
Verde vento. Verdi rami.
La nave sul mare
e il cavallo sulla montagna.
Con l’ombra alla vita
ella sogna alla sua balaustra,
verde carne, chioma verde,
con occhi d’argento gelato.
Verde que te quiero verde.
Sotto la luna gitana,
le cose la stanno guardando
ed ella non può guardarle.

Verde que te quiero verde.
Grandi stelle di brina
vengono col pesce d’ombra
che apre la strada dell’alba.
Il fico sfrega il suo vento
con lo smeriglio dei suoi rami,
e il monte, gatto sornione,
arriccia le sue agavi acri.
Ma, chi verrà? e da dove?…
Ella sempre alla sua balaustra,
verde carne, chioma verde,
sognando l’amaro mare.

– Compare, vorrei scambiare
il mio cavallo con la tua casa,
la mia sella col tuo specchio,
il mio coltello con la tua coperta.
Compare, arrivo insanguinato
dai valichi di Cabra.
– Se potessi, caro amico,
il cambio sarebbe già fatto.
Ma io non sono più io,
né la mia casa è più la mia casa.
– Compare, voglio morire
decorosamente nel mio letto.
Molle d’acciaio, se è possibile,
con le lenzuola d’Olanda.
Non vedi questa ferita
dal petto alla gola?
– Trecento rose brune
sulla tua camicia bianca.
Il tuo sangue gocciola e odora
alla fascia della tua cintura.
Ma io non sono più io,
né la mia casa è più la mia casa.
– Lascia almeno che salga
fino alle alte balaustre;
lascia che salga, lascia,
alle verdi balaustre.
Colonnine della luna
per dove rimbomba l’acqua.

Salgono i due compari
alle alte balaustre.
Lasciando una traccia di sangue.
Lasciando una traccia di lacrime.
Tremavano sui tetti
lanternine di latta.
Mille tamburelli di vetro
ferivano le luci dell’alba.

Verde que te quiero verde,
verde vento, verdi rami.
I due compari salirono.
Il lungo vento lasciava
in bocca uno strano sapore
di fiele, di menta e basilico.
– Dove sta, dimmi, compare!
Dove, la tua ragazza amara?
– Quante volte t’ha aspettato!
Quante volte t’aspettò,
viso fresco, nera chioma,
a questo verde balcone!

Sulla faccia della cisterna
la gitana si dondolava.
Verde carne, chioma verde
con occhi d’argento gelato.
Un ghiacciolo di luna
la sorregge sull’acqua.
La notte si fece intima
come una piccola piazza.
Guardie civili ubriache
alla porta bussarono.
Verde que te quiero verde.
Verde vento. Verdi rami.
La nave sul mare.
E il cavallo sulla montagna.

Federico García Lorca

“Romanza verde” è una traduzione in immagini della “Ballata Sonambula” di Federico Garcia Lorca. La natura , dal mare ai monti, dall’ albero di fico alla menta, dal cavallo al pesce, dalle stelle agli occhi di una gitana, è un canto che sale al cielo e tocca l’animo.

Monza, 2012 mlg

 

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fotografie amatoriali e si vede, mi scuso

 Romanza verde – libro d’artista di maria luisa grimani- 2012

alcune informazioni su “acquario verde”

febbraio 3, 2012

Dal Salento:

MESE DELLA MEMORIA 2012
Un coltello verde lacerò la terra.
E divenne verde.
Verde.
Il verde di abeti scuri nella nebbia;
il verde di una nuvola con la bile scoppiata;
il verde di sassi muschiosi nella pioggia;
il verde che si rivela nel cerchio spinto da un bambino di sette anni;
il verde delle foglie di cavolo in schegge di rugiada che feriscono a sangue le dita;
il primo verde sotto la neve sciolta in un girotondo intorno a un fiore azzurro;
il verde di una mezzaluna vista con occhi verdi da sotto un’onda;
e il verde solenne dell’erba intorno a una tomba.
Verdi confluiscono in verdi. Corpo in corpo.
Ecco, la terra si è trasformata in un acquario verde. Vicino, più vicino al verde brulichio!
Da Acquario verde di Avraham Sutzkever,
ed. Giuntina2010

Il progetto “ACQUARIO VERDE: MORTE E RINASCITA DOPO IL GHETTO” dell’Associazione culturale VerbaManent-Presìdio del Libro di SANNICOLA (Lecce), inserito nel Progetto Regionale Mese della Memoria 2012, si ispira al libro omonimo di Avraham Sutzkever, uno dei più grandi poeti yiddish, l’eroe del ghetto di Vilna, più volte candidato al Premio Nobel, e scomparso nel 2010 all’età di 96 anni.
Ha coinvolto 64 artisti italiani e stranieri invitati a produrre un libro d’artista manufatto ispirato a libri offerti dalla Casa editrice Giuntina di Firenze.
Carte, stoffe, tele, sassi, metalli, vetri, materiali semplici, fili e nodi, candidi paesaggi dell’anima e visioni cupe dell’orrore, sillabe argentate-sillabe nere, per dare voce, volto, esistenza a chi non è più.
Una miriade di storie e di volti che gli artisti hanno rappresentato con l’unicità e la bellezza delle loro opere.
L’itinerario espositivo vedrà una prima Mostra dei libri a Fasano (Brindisi) nella spazio d’arte La Stanza di Ulisse; la Mostra resterà in allestimento dall’1 al 5 febbraio 2012, h. 18-20. All’evento parteciperà anche il Presìdio del Libro di Fasano che organizzerà visite di varie scolaresche per l’intero periodo espositivo.
In visione anche un libro manufatto polimaterico collettivo creato dagli Alunni della Direzione didattica “A. Manzoni”_ ARADEO (Lecce) e ispirato al racconto “Lo scrigno di legno di cedro” tratto dal libro “L’acquario verde” di Avraham Sutzkever.

“Luci e ombre nel verde” di Maria Luisa Grimani

ispirato ai racconti di Ida Fink raccolti in “Tracce” edito da Giuntina

 

Luci e ombre nel verde

febbraio 1, 2012

Oggi  si inaugura la mostra “Acquario Verde” a Fasano- Brindisi, con i libri editi da Giuntina dedicati al ricordo della Shoà.

Questo è lo scritto che ho inviato a Maddalena Castegnaro come presentazione del mio libro d’artista “Luci e ombre nel verde”:

“Luci e ombre nel verde di Maria Luisa Grimani
Ispirato a “Tracce” di Ida Fink  Racconti intorno alla Shoà

Seduta su una poltrona di vimini in una veranda di legno, il ricordo dei nasturzi avvolge Elka come fossero piccoli caldi soli.

La stanza disadorna di Julia ha come unico ornamento il verde oltre la finestra.
Ed è sempre Julia seduta sulla panchina in giardino sotto il ciliegio, sulle ginocchia il libro che non legge, e la mente lontana, assorta nei frammenti di tempi vicini e passati.
E il bosco… il bosco dove la radura era coperta da una coltre erbosa d’un verde intenso, teatro dell’esecuzione di David.

“Di che sa il vento?” “Di vento” disse il piccolo a mamma Zofia ma lei rispose ridendo che “non è vero, il vento sa di trifoglio” Lo stesso odore che forse li ha avvolti quando il destino li strappò alla vita sotto una quercia al limitare del bosco.

“Un rigogolo cantava nel nostro giardino”. Artur e Klara, un pagliericcio, una porzione di soffitta e i rimorsi, la disperazione e il refrain “Si annuncia una bella giornata, il sole sorge dal bosco, la rugiada sull’erba risplende, scintilla, risplende, risplende, risplende…”

“Morire… in una bella giornata di sole, su una tortuosa strada di montagna, in estasi davanti alla bellezza della vita e della natura. Una frazione di secondo, l’auto in un burrone – e chiuso”. Un raccapricciante desiderio sulle labbra di Eugenia, quasi a presagire che non sarà così, ma che ben più terribile sarà la sua fine.

I ricordi rimbalzano laceranti, si fanno strada, non vogliono essere dimenticati e Ida Fink li racconta, ne ritrova le tracce, ma per farli rivivere li circonda di giardini, di boschi, di radure e di canti di uccelli.
La natura sarà la testimone pietosa che consolerà ed accompagnerà i suoi personaggi nei momenti più drammatici.

Nel mio libro “Luci e ombre nel verde” si distendono le pagine come un tappeto, si ergono come muri, come stanze scure e luminose. Un libro labirinto dove la natura fa da scenario ai racconti di Ida Fink.
I paesaggi sono nati in un mondo virtuale, stampati in digitale e le pagine doppie, 16 per la precisione, sono cucite a mano e collegate fra di loro. mlg”

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elisa pellacani

maggio 10, 2011

Desidero ringraziare l’artista Elisa Pellacani e tutto lo staff culturale di Ilde per il grande impegno e passione profusi nel festival del Libro d’artista di Barcellona. Il mio rammarico:  non essere riuscita ad organizzarmi per essere presente. Spero in un’ altra occasione!

“Use a book”

con un click sulla foto di Elisa Pellacani un interessante intervento

prêt à porter – a web story

febbraio 23, 2011

Questo libretto ha una lunga storia. E’ la trasposizione di un racconto di Pepa Cerruti, pubblicato su “Le aziende in-visibili” di Marco Minghetti, in una storia per immagini girata in due land di Second Life, nel Museo del Metaverso di Roxelo Babenco e in CARP gruppo diretto da Velazquez Bonetto. Un saggio per affrontare per la prima volta una sceneggiatura, l’ allestimento  di due set  ed una regia per le riprese fotografiche . Una sfilata di moda con gli abiti di Josina Burgess e Milla Milla Noel ed un risvolto di critica sociale.

Lo svolgersi di tutta questa web opera è visibile nel blog di Sarima Giha.

Questo libretto è stato pubblicato per la prima volta, arricchito di più immagini, su Issuu, da Velazquez Bonetto.

 

il giorno della memoria

gennaio 27, 2011

Un post per non dimenticare ciò che è accaduto e non deve più accadere. Lo sterminio degli ebrei, dei rom, dei disabili in un periodo oscuro dell’ umanità. Come riscatto dall’ orrore,  un contributo artistico di quattro donne, per testimoniare che  il seme della  speranza non muore mai e che la “bellezza salverà il mondo”.


Dedicato a Edith Stein da parte di Anna Boschi

libro d’artista di Anna Boschi “S. Teresa”

Edith Stein (in religione Teresa Benedetta della Croce; Breslavia,12 ottobre 1891 Auschwitz, 9 agosto 1942) è stata una religiosa e filosofa tedesca dell’ Ordine delle Carmelitane Scalze: convertitasi al cattolicesimo dall’ ebraismo, venne arrestata dai nazisti e rinchiusa nel campo di concentramento di Auschwitz, dove trovò la morte nella camera a gas. Nel 1998 Papa Giovanni Paolo II l’ ha proclamata santa e l’ anno successivo l’ ha dichiarata compatrona dell’ Europa.

“S.Teresa”  opera di Anna Boschi

il libro aperto di Anna Boschi

 

dedicato ai Bambini e alle Donne della Shoah da parte di Eleonora Cumer

per non dimenticare

 

copertina

“L’infanzia perduta”  libro d’artista di Eleonora Cumer

alcune pagine

retro copertina

 

 

dedicato a Celija Stojka da parte di Maria Grazia Zanmarchi

“Ma’aseh” libro d’ artista di  Maria Grazia Zanmarchi

Celija Stojka, bambina rom che, a 11 anni, insieme alla sua mamma, vive gli ultimi mesi prima della liberazione nel campo di Bergen-Belsen. Il libro d’ artista di Maria Grazia Zanmarchi dal titolo “Ma’aseh” si ispira ad una favola  letta in Fiabe Ebraiche con la prefazione di Elena Loewenthal

in costruzione

particolari dell’opera di Maria Grazia Zanmarchi

 

Dedicato a Helga Weissova da parte di Maria Luisa Grimani

“Il giardino di Helga Weissova”  libro d’artista di Maria Luisa Grimani

Helga Weissova e i suoi disegni di bambina dagli 11 ai 14 anni . Vissuta nel ghetto di Terezin dal 1941 al 1944 e testimone dello sterminio di Mathausen lascia la sua testimonianza in un “racconto visivo” che si commenta da solo.

 

disegni di Helga

dal pupazzo di neve alle montagne di cadaveri a Mauthausen

 

opera di Maria Luisa Grimani

diverse visioni del libro d’ artista di Maria Luisa Grimani

 

Questi libri d’artista e molti altri sono presenti nella mostra organizzata da Maddalena Castegnaro dell’ associazione culturale Verbamanent.

i bambini e le donne della shoah

gennaio 25, 2011

Per il mese delle memoria sono presente alle mostre itineranti organizzate da Maddalena Castegnaro, Presidente dell’ associazione Verbamanent di Sannicola (Lecce), con un libro d’artista. Il  titolo è  “Il giardino di Helga Weissova” , ispirato ad una mostra realizzata dall’ Istituto Comprensivo di Calcinate.

Helga Weissova è la bambina ebrea autrice dei disegni che testimoniano la sua vita nel ghetto di Terezin fino agli ultimi giorni passati nel campo di Mathausen. Un’età difficile quella di Helga tra gli 11 e i 14 anni: il  passaggio dall’infanzia alla adolescenza, un periodo nella vita di ogni bambina che necessita maggiore attenzione e comprensione da parte degli adulti. A lei è stato negato tutto, ma la sua forza d’animo e la speranza di sopravvivere, o perlomeno di salvare i suoi disegni,  per raccontare gli orrori dell’olocausto, ne fanno un’ eroina pari alla famosa Anna Frank della quale ben conosciamo il diario.

Il giardino di Helga è un giardino negato. Vive un lunghissimo tragico inverno che non vedrà la primavera.. Il giardino di Helga è come pietrificato e vive unicamente per testimoniare una realtà così cruda e inimmaginabile che solo la limpidezza catartica dei suoi disegni riesce a riscattare.

Helga è consapevole che il suo racconto visivo vivrà per sempre come pietra miliare a ricordarci cose accadute e che potrebbero accadere ancora se non ci mettiamo con impegno a costruire la pace.

Dal tranquillo e piacevole pupazzo di neve che Helga stessa definisce come l’ultima immagine della sua infanzia, inizia una adolescenza derubata dei sogni e testimone della crudeltà alla quale l’uomo può arrivare.

Dalla pagina bianca alla pagina nera un tragico percorso dove le venature rosso sangue testimoniano vite perse ma non invano.

Helga Weissova: dal ghetto di Terezin i disegni di una bambina.  Dicembre 1941/1944

“Zeichne was Du siehst “Disegna ciò che vedi”, furono le parole di mio padre dopo che gli avevo portato di nascosto, all´interno del campo maschile, il disegno di un pupazzo di neve.”
Un percorso visivo tragico. Dal pupazzo di neve alle montagne di cadaveri a Mathausen. Una testimonianza per non dimenticare e perchè non accada mai più nulla di simile.

 

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Ringrazio

Maddalena Castegnaro per l’impegno nell’organizzare mostre e performance sulla shoah dimostrando sensibilità e impegno civile

Giacomo Correale Santacroce per le fotografie fatte nel mio laboratorio