Posts Tagged ‘libri d’artista’

un racconto/a tale – libri d’artista

marzo 19, 2016

Lungo tutto il mio percorso artistico mi sono dedicata alla costruzione di piccoli libri, alcuni per fissare una ricerca, altri tematici.
Quando mi è stato chiesto di scrivere una presentazione per il catalogo realizzato da Vis-a-Vis a Marsiglia a proposito della mia partecipazione a
Lire en fête 2002 scrissi:
Il libro d’artista è per me un momento di verità, una finestra aperta per parlare all’altro, un richiamo alle mie letture attraverso la creazione di immagini. Nei miei libri si può trovare, quasi per “magia evocativa”, una musica che si trasforma in segno orientale, i ritmi delle venature del legno che dialogano con gli oggetti della memoria, il chiaro di luna che si rimira tra le pieghe di un foglio e un caleidoscopio d’immagini nei giochi dei diversi cromatismi”.

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“Quanti bianchi” libro d’artista 2002

Forse oggi potrei aggiungere che i miei libri sono come una cartina di tornasole: testimonianze delle diverse anime che coabitano nella mia natura, in un percorso che sto ripercorrendo senza conoscerne ancora la meta.
Attualmente sto ricostruendo, attraverso libri fatti a mano, tutto il mio percorso artistico dal 1979 ad oggi.

47 il giardino di Helga4-24012011568_2Il giardino di Helga Weissova 2011

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Dentro e fuori il giardino 2011

 

Throughout my whole artistic career I have been dedicated to the construction of small books, some to fix my research, others thematic. When I was asked to write a presentation for the catalogue realised by Vis à Vis in Marseilles about my participation in ‘Lire en Fete’ 2002 I wrote:
‘The Artist’s book is for me a moment of truth, a window opened to speak to the other person, a reminder of my reading through the creation of images. In my book you can find, as if by magic, a music that transforms into an oriental sign the rhythms of the grains of the wood which dialogue with the objects in the memory, the moonlight that is reflected in the folds of a sheet and a kaleidoscope of images with the play of different colours.”
Perhaps I should add today that my books are like a sheet of litmus paper, testimonies of the various spirits that cohabit in my nature in a journey I am travelling on without knowing the final destination.
Actually I am reconstructing through handmade books my whole artistic career from 1979 to the present.

 

If you are interested to publish my story write to
mlgrimani@gmail.com

 

https://mlgrimani.wordpress.com
http://sarimagiha.wordpress.com
www.marialuisagrimani.it

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premessa alla nuova categoria “incontri”

marzo 5, 2014

Mi sembra bello oltre che giusto far conoscere alcuni scritti che artisti, docenti, critici d’arte,storici dell’arte,amici e conoscenti hanno dedicato al mio lavoro.
I loro pensieri sono un arricchimento per tutti noi poiché  il lavoro di un artista prende vita solo nello scambio di sentimenti e passioni.
Scopro rileggendoli sempre qualcosa di nuovo che mi è particolarmente utile in questo periodo nel quale sto ripercorrendo il mio sentiero.
Fermarsi, riflettere, dialogare sono passaggi essenziali per crescere.
Far conoscere le loro parole è anche un modo per ringraziarli perché il pensiero di ognuno di loro nasce dallo sforzo di comprendere l’altro, il suo operare, il suo essere.

Se possibile racconterò come e quando ho conosciuto le persone di cui pubblicherò qualche testo.

Per oggi una piccola curiosità che mi auguro vi diverta.

archimedix

Archimedix Bulan e il libro di Sarima Giha

Il mio primo maestro  nel mondo di Second Life Archimedix Bulan, proprietario di una biblioteca tra i monti, pubblicò on line il racconto delle prime esperienze  di “Sarima Giha”, il mio  avatar nato il 9 settembre del 2007 e rimasto fra le nuvole di quel mondo virtuale fino alla fine del 2011. Si è ritrovata casualmente la sua piuma tra le pagine di un libro. La piuma viene indossata dagli avatar quando volano oltre i seimila metri.

sarima giha e la piuma

“Sarima Giha e la piuma” 2012

sarima tra le nuvole

Sarima fra le nuvole 2011

artelibro 2012 bologna

settembre 29, 2012

Quattro giorni nel centro di Bologna con i miei libri e la mia storia. Incontri, conferenze, dialoghi con amici nuovi o ritrovati.

Mi trovavo nel settore FRUIT del Festival del Libro d’Arte 2012,  nel Salone  del Podestà di Palazzo Re Enzo. L’ organizzazione  aveva messo a disposizione degli artisti  un allestimento fatto di bancali  sovrapposti  a sorreggere  ripiani di vetro in due lunghe file. Cinque gentilissime e infaticabili signorine erano addette alla vendita. Eravamo uno accanto all’ altro, ognuno con la sua particolare produzione di libri unici e di piccole edizioni.  La mia posizione era tra due stand:  uno di un vecchio amico, Carlo Marcello Conti, edizioni Campanotto, che nel lontano 1982 mi aveva stampato una cartella di serigrafie “Dal bestiario di Apollinaire” . L’ altro stand esponeva le edizioni di Alberto Tallone, lodato  da Umberto Eco, nella tavola rotonda sul collezionismo librario, come l’ erede di Giambattista Bodoni. Nello stand di Tallone, gestito dalle figlie, tra i  libri esposti c’era   una foto della famiglia al completo:  una bella immagine del presente e del  futuro di questa azienda, nella quale la passione per la stampa di eccellenza sarà portata avanti dai tre figli. Un pezzetto del mio cuore è rimasto lì con i tre  preziosi volumi della Commedia di Dante Alighieri, frutto di tre anni di lavoro e in vendita al prezzo più che giustificato di 300 euro cadauno.

l’ allestimento dei libri d’artista di Maria Luisa Grimani è pronto

foto di Tommaso Correale Santacroce

Lo stand di Campanotto penso sia stato visitato da tutta la cultura di Bologna e non solo. La sera dell’inasugurazione  siamo stati a cena con Carlo e i suoi amici nel nuovo spazio  di  Eataly,  in mezzo ai libri, ai prodotti bio e mille curiosità. Lì ho avuto occasione di fare amicizia con il filosofo Vincenzo Cioni, che  ha fatto da Cicerone a me e a Giacomo in una suggestiva passeggiata notturna nella parte antica di Bologna.

Ho rivisto dopo anni lo stampatore Giorgio Lucini. Lo frequantavo ai tempi in cui collaboravo con A G Fronzoni e l’ avevo rivisto in qualche  presentazione di libri a Milano ma sempre di sfuggita. E’ stata un’ occasione per fare un po’ di amarcord! Lui e i suoi amici preferiscono non essere chiamati bibliofili ma, usando un termine inventato da Umberto Eco, libridinosi , tanto la passione li prende per il libro prezioso, carico di storia, unico.

Maria Luisa Grimani e Giorgio Lucini ad Artelibro Bologna 2012

Mentre sto parlando, come al mio solito, forse un po’ troppo, vedo una sorridente giovane donna con una fiammeggiante capigliatura. E’  Elisa Pellacani, artista,  ideatrice, conduttrice, regista, animatrice del festival del libro d’artista di Barcellona, dove ho presentato anch’ io una mia opera. Che gioia, ci siamo abbracciate e abbiamo subito simpatizzato! Ritrovo in lei un po’ del mio spirito battagliero giovanile e sono felice! Conoscerò poi anche suo padre e sua madre, validi collaboratori di questa figlia scatenata.

Maria Luisa Grimani ed Elisa Pellacani ad Artelibro Bologna 2012

Poi l’emozione del distacco dai miei due libri più importanti: Dentro e fuori il giardino e Il giardino di Helga Weissova , ma anche    il piacere di sapere che sono in buone mani.

Ho seguito con interesse la serie di conferenze dal titolo Bibliofollie, dove esperti ed  amanti dei libri  si raccontavano con una vena di humour, consapevoli di alcune forme un po’ maniacali del loro collezionismo. Ricordo in particolare ” 100 modi di nascondere i libri alle mogli e collezionare indisturbati” con gli interventi di Giorgio Lucini e Mauro Chiabrando  e le inevitabili illazioni maschiliste o femministe del pubblico. Interessante anche sentire i giovani e le loro esperienze nell’incontro dal titolo “Non è una passione per vecchi”.  Chiara Nicolini della Libreria Galleria Demetra di Milano raccontava in particolare l’esperienza londinese e parigina. Faceva sembrare naturale il suo percorso lavorativo, ispirato da una forte passione, come se fosse il caso, ma in realtà il destino,  a portarla a scoprire luoghi, persone ma sopratutto libri: libri antichi e non solo in un’era di ipad, ebooks ed altre tecnologie.

Vincenzo Cioni e Maria Luisa Grimani ad Artelibro Bologna 2012

E poi incontri con giovani, insegnanti, amanti dei libri, ai quali mi auguro di aver comunicato con quanta passione costruisco immagini, storie del mondo reale e di quello virtuale. Il messaggio che ho tentato di trasmettere è l’entusiasmo per la bellezza che non aspetta altro che di essere scoperta e amata.

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fotografie di Giacomo Correale Santacroce

E’ notte. L’ombra del Nettuno chiude le giornate di Artelibro 2012 a Bologna

Un ringraziamento particolare va a Tommaso Correale Santacroce che mi ha organizzato il piccolo spazio, dato suggerimenti sul come presentare ogni singolo libro e a Filippo Plancher, attore, che ci ha ospitati nella parte antica di Bologna.

la trilogia di sarima giha

febbraio 21, 2011

Sarima Giha, il mio avatar nato in Second Life il 9 settembre 2007 narra, nella trilogia cartacea che vi presento,  alcune delle sue avventure. Sono principalmente racconti fatti di immagini ed hanno in comune di essere bifrontali. In “Vita liquida dell’avatar” il tema è raffigurato al positivo con fotografie dei miei viaggi nelle diverse land e sul retro con le stesse al negativo, per dire che nella vita non esiste il pensiero unico, poiché anche nel male si può trovare il bene e viceversa. Nella “Web story”, il set color ambra si contrappone al set in bianco nero, con varie sfumature di grigio, per far notare che sotto gli aspetti esteriori della bellezza può nascondersi qualcosa di brutto. Il terzo libretto, “Landscapes”, mostra nei suoi vari colori gli aspetti più reconditi di una natura nata dalle fantastiche ricostruzioni digitali degli avatar, mentre sul retro la stessa natura viene presentata con il colore monocromo seppia per accentuarne le  linee di forza e le forme.

 

 

“Vita liquida dell’avatar Sarima Giha”

 

“A web story”

 

“Landscapes”

 

vita liquida dell’avatar sarima giha

Nel blog di Sarima Giha vi è un’ ampia spiegazione di come è nato questo libretto e di come è stato costruito. E’ stato esposto alla Biennale del Libro d’artista di Napoli dal  18 settembre al 18 ottobre 2010,  Palazzo Merolla.

prosegue


tintacce tintine

dicembre 3, 2008

“La filosofia muore più volte” e “c’era una volta un bel colore rosso…” due libri d’artista ispirati al film “Uccellacci Uccellini” di Pier Paolo Pasolini

La filosofia muore più volte

Tre pagine che si sovrappongono e si snodano a somiglianza di ali nere e bianche.

Tutto si muove eppure tutto sembra immobile.

Il pensiero umano più alto, la filosofia, non è bistrattata solo dai sempliciotti, ma spesso viene tradita, strumentalizzata, uccisa anche da chi dovrebbe difenderla.

Ed il finale del film con le piume dell’uccello con i pochi resti del corpo lasciano inorriditi e sgomenti, ma sappiamo che possono preannunciare anche una rinascita: finché l’uomo vivrà anche il suo pensiero libero vivrà.

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la filosofia muore più volte… 2008


C’era una volta un bel colore rosso…

In queste due pagine traspare il pessimismo di Pier Paolo Pasolini. Le parole del corvo filosofo: “il cammino incomincia e il viaggio è già finito” ci rammentano la caducità della vita. E ricordo un altro poeta, Ungaretti, che scrisse: “Si sta come d’autunno – sugli alberi – le foglie”. E l’uomo pur sapendo che la sua vita avrà una fine, come si comporta?

Nella sceneggiatura creata per il corvo esiste anche un richiamo ai colori e mi sembrava appropriato, dato il titolo della mostra, “Tintacce – Tintine”, introdurre questo tema. In realtà Pasolini non nomina alcun colore ma esclusivamente il rosso.

“La vita ha i suoi colori! Il colore dell’aridità, il colore dell’abiezione, il colore della paura, il colore dell’ironia, il colore della mancanza di ogni colore! E c’era una volta un bel colore rosso…”

Un elenco di tintacce, dei difetti più abbietti dell’uomo. chiuso in se stesso. che si preoccupa, a scapito degli altri, della sua sopravvivenza e non s’accorge che così facendo accelera il processo della sua morte, tanto da non avere più alcun colore lungo il suo percorso terreno.

Gli uomini tendono inevitabilmente al male e devono lottare tutta la vita per conquistarsi il bene nei valori della pace, della giustizia e della libertà e un filo di speranza Pasolini lo vede nel colore rosso.

Di solito quando si parla di speranza l’abbinamento è con il verde. Perciò ne traggo la conclusione che ogni colore ha in sé l’aspetto positivo e l’aspetto negativo, il rosso simbolo dell’allegria, della gioia può diventare simbolo di guerra, del sangue sparso sul terreno, della violenza,

I valori stanno dentro ognuno di noi, coltivarli e farli crescere è un dovere, non dobbiamo aspettarci che altri decidano per noi cosa è bene e cosa è male, scegliamo pure il nostro colore positivo e sono sicura che si armonizzerà anche con altri colori positivi nel simbolo dell’arcobaleno.

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c’era una volta un bel colore rosso… 2008

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c’era una volta un bel colore rosso… 2008