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sull’asfalto

febbraio 9, 2016
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fotografia trovata su Twitter cerco autore

 

Un gesto d’amore
nel mondo delle regole
scompone il ritmo del viaggio
quale luce irradierà il mattino?

mlg

 

 

 

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conoscersi

aprile 10, 2010

Continuano i nostri dialoghi. Ci sembra importante, se vogliamo lavorare insieme, approfondire, per comprendere, i nostri percorsi artistici, le nostre visioni passate e future. Nascono due schede.

Nel rileggerle oggi, mi accorgo che avevamo avuto delle intuizioni  importanti e preveggenti, che sarebbero state ben accolte in un mondo che fosse andato avanti culturalmente arricchendosi ed allargandosi. Ma non è stato sempre così.  Il panorama artistico di oggi meriterebbe un approfondimento a parte. Mai disperare.

Ecco la scheda che riguarda Laura:

TRACCIARE: vedere – trasformare

Per Laura Pitscheider la vita è un universo di segni, e il vedere, lo scrivere, renderla in immagine significa perpetuarla. Significa calarsi nell’enigma del segno. Ma per assurdo ogni segno, anche se passa attraverso lo sguardo ha la valenza di un suono, perché é la premessa alla parola, alla voce. Cosi i colori, i frammenti delle immagini, le parole dette e quelle scritte, hanno un loro “suono” al di là del loro significato, perché ogni segno è un’evocazione. Ora con questi segni si può reinventare ogni giorno una lingua sempre nuova. Raccogliere una traccia, ricomporla, significa agire sulla forma, ancor più si può operare una metamorfosi, un movimento vitale. Il metodo di Laura Pitscheider è la Trasformazione.

grafie Laura Pitscheider 1984

“Grafie” realizzate a Wolfsburg dove Laura è stata invitata a lavorare come “Artist in Residenz” nella stamperia del Castello e presentate nel 1984 nella Galleria Spaziotemporaneo di Milano

Fonte di ispirazione un verso di Edmond Jabès che recita così:

“Prima e dopo la parola c’ è il segno

e nel segno, lo spazio vuoto in cui cresciamo.

Così, in quanto ferita, solo il segno è visibile.

Ma l’occhio mente”

gigantografia fotografica della serie “grafie” 1984

Questa la scheda che mi riguarda:

TRASCRIVERE: osservare per tradurre e riscrivere un mondo che sta in noi, “tra” noi è il metodo analitico-sintetico-ideografico di Maria Luisa Grimani che nasce da un lento laborioso osservare.

Ma il suo osservare non si limita ad un approccio solo intellettuale. Attraverso una vivisezione dell’oggetto scelto, essa lo smonta anche manualmente, e lo trasporta, lo decodifica e lo ricrea. Solo a quel punto lo conclude, dopo essersene fatta una idea esatta.

Gli “oggetti smontati” sono testi letterari, suoni, colori, gesti, persino partite di scacchi: un accumulo di reperti da cui attingere materiali per una nuova rappresentazione.

La costruzione invisibile di un teatro dell’Essere dove “rileggere” il testo da angolazioni sempre diverse.

a voi lettori il commento.