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una svolta

giugno 10, 2008

Nel 1979 vengo invitata ad una collettiva per presentare un lavoro a tema: “Autoritratto, semiologia della memoria”.

Fotografo il mio abituale cappello di velluto nero. invernale.

Scelgo un verso dai Quattro quartetti di T. S. Eliot, che stavo leggendo in quel periodo, e precisamente l’inizio del primo quartetto Burnt Norton.

Lo scompongo, come fanno i semiotici, per scoprirne il ritmo.

Perché non usare questa stessa scomposizione per rappresentarmi?

Ecco allora scendere dal mio cappello le catene di lettere che tanto somigliano ai miei capelli diritti come fusi.

autoritratto semiologia della memoria 1979

Burnt Norton T. S. Eliot

Time present and time past

Are both perhaps present in time future,

And time future contained in time past.

Il tempo presente e il tempo passato

Sono forse presenti entrambi nel tempo futuro,

E il tempo futuro è contenuto nel tempo passato.

Un autoritratto che racchiude il tempo, lo ferma: rimarrò sempre giovane.

premessa al “giardino dei segni”

Mag 28, 2008

autoritratto 1986

In un tempio lontano viveva un illustre maestro di Zen.

Era costui noto per la sua devozione all’arte e al lavoro.

Alla pratica della meditazione univa mirabilmente l’esercizio della calligrafia. In particolare scriveva Haiku su grandi fogli di carta. Si esercitava negli Haiku anche a voce seduto sul tatami insieme ai suoi discepoli prediletti.

Una giovane donna occidentale venne a conoscenza della sua fama e volle incontrarlo per porgli un quesito.

“Maestro, non conosco né la lingua cinese né il giapponese eppure quando osservo un ideogramma o ammiro la calligrafia di uno Haiku provo una forte emozione. Nella nostra cultura ciò è spiegabile con il sentimento che si prova dinnanzi al bello ma io cerco l’illuminazione dell’insegnamento Zen.”

“Tu hai la tua stanza del tesoro. Perché vai in giro a cercare?” domandò il maestro.

La donna domandò “Dov’è la mia stanza del tesoro?”

“Quello che stai domandando è la tua stanza del tesoro”

“E’ bello ciò che dici ma ancora non capisco, come faccio ad entrare?”

“Torna a casa e medita su questi tre problemi:

Cerca il suono della tua mano

Spazia nel vuoto meraviglioso

Usa i tocchi del tuo pennello come “accidenti controllati”

“Quanto tempo mi ci vorrà per capire?”

“Il resto della tua vita”.