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la città blog di Sarima

gennaio 26, 2009

Mi fa molto piacere presentare l’ultimo mio lavoro realizzato e presentato in Second Life, alla manifestazione ARENA call for artists, con la collaborazione di Core Tatham a.k.a. Tommaso Correale Santacroce.

Invitata da Roxelo Babenco a.k.a. Rosanna Galvani, owner e curatrice del Museo del Metaverso, e da Arco Rosca a.k.a. Paolo Valente, architetto e coowner con Roxelo di uqbar, ho potuto presentare “La città blog di Sarima”, un’opera fatta di parole, immagini e suoni che racchiude l’essenza del mio percorso artistico per scrivere un libro che suona che canta che balla.

Il video con l’intervista di Roxelo, le immagini della città, la scrittura dell’intervista, e il video dedicato alla comunità internazionale Passsword con il primo ingresso di Sarima Giha in Second Life sono visibili in questi giorni contemporaneamente

http://marcominghetti.nova100.ilsole24ore.com

(categoria: cronache da second life)

http://museometaverso.blogspot.com/

http://uqbar-mediaartculture.ning.com/video/maria-luisa-grimani

http://uqbar-mediaartculture.ning.com/video/roxelo-babenco-intervista

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la città blog di Sarima – visione dall’alto – foto di arco rosca

Testo dell’intervista di Roxelo Babenco a Sarima Giha:

Maria Luisa Grimani aka Sarima Giha, il tuo percorso artistico è costellato di mostre e di incontri significativi, sia reali che ideali. Puoi renderci una sintesi delle tappe più importanti della tua esperienza artistica?

Inizio col raccontarvi di un sogno infantile che mi porto dentro da sempre e che mi abbandonerà solo quando non riuscirò più a sognare: scrivere un libro che suona, che canta, che balla.

Era solo una frase che non riuscivo a comprendere, ma ben presto ha preso i connotati di un percorso verso una meta non ben definita, ma che mi porta sempre inevitabilmente là dove voglio andare.

Il percorso è costellato di letture, dialoghi, musica, suoni, danze, di visioni del macro e microcosmo, di sensazioni e di emozioni . Per raccontare dalle fondamenta le mie ricerche ho scritto tre piccoli libri: Storie di scacchi, Il testo poetico come immagine e Il giardino dei segni .

Ho avuto la fiducia di personaggi come Wando Aldrovandi che nella Libreria Einaudi in galleria Manzoni a Milano ha ospitato la mia prima antologica e mi pronosticava ”Grimani… ti capiranno fra cento anni”, di A G Fronzoni, un grafico rigoroso che mi ha insegnato quanto è importante progettare dal più piccolo al più importante dei lavori, di Bruno Munari con il quale ho stretto una bella amicizia ed ho avuto l’ occasione di lavorare al Castello Sforzesco di Milano a Giocare con l’arte.

Come nasce l’ interesse per Second Life e quali caratteristiche di questo mondo virtuale trovi congeniali per un’artista come te?

Second Life è arrivata in un momento della mia vita favorevole a questa esperienza. Stavo lavorando da due anni, e lo faccio tuttora, con il gruppo internazionale “Password” composto da poeti e da artisti che si collegano on line, gli uni per scrivere i loro testi gli altri per tradurre le loro poesie in immagine. Un’esperienza che mi ha permesso di dialogare con il mondo attraverso il programma photoshop ed ho la soddisfazione di dire che l’ho usato da ignorante inventandomi di volta in volta, attraverso parecchi errori, il suo uso. Poi l’occasione di entrare in second life. Sono entrata per esporre alcune mie poesie realizzate per Password. Esiste ancora nella land dell’avatar Core Tatham la struttura portante che mostra i miei quadri. Poi una volta entrata come potevo non esplorare questo fantastico mondo virtuale?

Abbiamo avuto modo di apprezzare la tua installazione “la città blog di Sarima” ad Arena. Un’opera complessa che trae ispirazione dal blog “Il fogliomondo di Sarima”. Vuoi raccontare ai nostri lettori come nasce e come si sviluppa il progetto della città blog, presentato ad Arena in Second Life?

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dentro la città – foto di arco rosca

Il blog di Sarima è nato da una idea ben precisa, creare un’opera unitaria interdisciplinare. Finalmente avrei potuto esprimermi contemporaneamente con parole, immagini e suoni, tentando anch’io di realizzare l’opera totale che molti letterati e artisti hanno da sempre inseguito.

Per inciso, so che oggi si parla molto di arte globale, che raggiunge tutti e ovunque eliminando barriere e confini, io mi azzardo a dire che preferisco ancora il termine universale perché per me questa parola contiene in sé sia l’aspetto terreno della globalizzazione che la spiritualità insita nell’uomo. L’universo è un concetto che ci aiuta a pensare all’infinito e all’eterno allargando i limiti dello spazio e del tempo terreni.

Arena mi ha dato la possibilità di far vedere in un’unica immagine il mio blog. La sua realizzazione in second life era un nodo cruciale, conoscendo i miei limiti tecnologici. Per il progetto ho chiesto la collaborazione di Core Tatham a.k.a. Tommaso Correale Santacroce, regista teatrale e web content manager della Fondazione Bassetti, ed insieme abbiamo ideato e creato la città con parallelepipedi più o meno alti a seconda del testo del racconto che si sarebbe potuto vedere, leggere ed ascoltare.

Una città che rappresentasse il Fogliomondo di Sarima con i suoi protagonisti, gli abitanti di Second Life, gli avatar, le loro opere, le loro costruzioni, i loro colori. i loro entusiasmi e non ultimo persino la loro protesta fatta di enormi coloratissimi graffiti che non possono mancare in una nuova città, con il vantaggio che in second life appaiono come fuochi d’artificio e non sporcano le pareti dei palazzi.

Pensi di proseguire nella sperimentazione artistica in World? Quali i tuoi progetti per il futuro?

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foto di arco rosca

Di solito quando inizio una ricerca tra lo studio e la sua realizzazione passano di media tre anni. Ora sono in un momento magico per continuare Second Life. Questa esperienza andrà avanti fino ad un suo naturale esaurimento, cioè fino a quando una idea nuova e incalzante si farà spazio.