un racconto/a tale – il gestuale (2)

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Nel 1989 tre serate indimenticabili al Castello Sforzesco di Milano.
Il Nō dei Fuochi presentato dalla compagnia Zeami-Za della famiglia Kanze: finalmente potevo ascoltare e vedere uno spettacolo di cui ero rimasta affascinata leggendo “Anatomia del teatro” di Eugenio Barba e ancor più in seguito studiando il prezioso trattato di Zeami Motokiyo Il segreto del teatro Nō. Oltre ai suoni musicali le tonalità delle voci hanno una attrattiva evocativa: le leggende del passato prendono vita su un modello di palcoscenico che negli anni non è mai cambiato. I costumi sono sculture e i movimenti degli attori nascono da uno studio approfondito della gestualità orientale che si raffina con il rigore e la disciplina delle regole instillate nell’attore fin dalla prima infanzia.

il no dei fuochi milano

Castello Sforzesco 10-11-12 luglio 1989 Il Nō dei Fuochi

dalla serie Danza del Teatro 1989 mlg

In particolare avevo dedicato tre miei lavori al Fiore il cui tema è ampiamente sviluppato nel testo di Zeami, di cui ricordo questa bella frase: “Il cuore dell’uomo contiene tutti i semi: sotto la pioggia universale tutti germogliano. Non appena si afferra la natura del fiore il frutto dell’illuminazione spontaneamente si forma”.

il-fiore-2-bper-blog

Il fiore 1/3 1989 mlg

Nel mio libretto Il giardino dei segni spiego più dettagliatamente come mi sono avvicinata a queste letture e l’importanza che ha avuto per me il concetto di jo-ha-kiu

jo: preludio
ouverture strumentale,
Esposizione
Presentazione
Canto di viaggio, descrizione del paesaggio
Definizione del luogo
ha: sviluppo
incontro
racconto
danza
kyū: finale
ultimo canto rapido
uscita di scena

Uno schema applicabile a tutti i livelli: ogni micro azione, persino il respiro dell’uomo, come l’intero svolgimento della sua vita, dalla nascita alla morte, ha un preludio, uno sviluppo, un finale: cambia solo il livello di presa di coscienza.
Ecco che torna in me il ricordo del lavoro fatto sulla traduzione in immagine delle partite di scacchi, quando studiavo le diverse aperture, lo svolgimento delle partite, e i finali dove la bravura dei giocatori si notava per l’eleganza delle loro soluzioni.
Tutto sembra tornare, persino la mia passione per l’astronomia, che tanto ha influito sulla mia attività artistica: il big bang o esplosione dell’uovo primordiale, la nascita delle stelle, delle galassie, i buchi neri e il concetto di implosione, teorie sempre esposte ai cambiamenti ma che si svolgono nei tempi dello Jo, ha, kyū.

In 1989 there were three unforgettable evenings at Castello Sforzesco in Milan. The Nò dei Fuochi presented by the Zeami –Za Company of the Kanze family; finally I could see a performance about which I had remained fascinated after reading ‘Anatomia del teatro’ by Eugenio Barba and even more after then studying the previous tract of Zeami Motokiyo ‘Il segreto del teatro nò’.
As well as the musical sounds the tonality of the voices had an evocative attraction: the legends of the past came to life based on a stage model which has never changed over the years. The costumes are sculptures, the movements of the actors are based on a profound study of oriental gestuality which is refined with the strict discipline of the rules instilled in the actor from earliest infancy.
In particular I dedicated my three works to Fiore whose theme is considerably developed in the text of Zeami whose beautiful phrase I remember – ‘The heart of man contains all the seeds: All these bud in the universal rain. As soon as one grasps the nature of the flower, the fruit of illumination forms spontaneously.
In my little book Il giardino dei segni I explain in more detail how I approach this reading and the importance that the concept of jo-ha-kyū has had for me.

jo: prelude
Instrumental overture
Exhibition
Presentation
Song of the journey, description of the landscape
Definition of the place
ha: development
meeting
tale
dance
kyū: final

Last quick song
Exit from scene

A scheme which is applicable to all levels: every micro action, even the breath of a man as also the entire span of his life from birth to death, has a prelude , a development and end. Only the level of realisation changes.
That’s how I remember the translation work I did into images of the chess matches when I studied the various openings, the conduct of the match and the final where the ability of the players was notable for the elegance of their solutions. Everything seemed to fall in place, even my passion for astronomy which has influenced my artistic activity so much, the big bang, the explosion of the primordial egg, the birth of the stars, the galaxies, the black holes and the concept of implosion, theories which are always subject to changes but which take place in the times of jo, ha, kyū.

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