un racconto/a tale – la didattica

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In parallelo con la ricerca artistica, avendo sempre amato trasmettere ai giovani tutto ciò che apprendevo, nel 1978 aprii alla didattica il mio Laboratorio artistico di Monza con la collaborazione di Beba Restelli incontrata al Castello Sforzesco di Milano nel gruppo di Giocare con l’arte condotto da Bruno Munari. Adottammo come base le tecniche ispirate al metodo di Munari per proseguire poi con le ricerche abbinate al suono e alla parola che io andavo sperimentando nei miei lavori. Avevo anche scoperto che Tutti gli scritti – Punto e linea nel piano Articoli teorici I corsi inediti al Bauhaus di Kandinsky potevano aiutarci a sviluppare e coltivare nei bambini il disegno astratto, che loro già intuiscono spontaneamente. Mentre, con le lezioni di Klee, estrapolate dalla Teoria della forma e della Figurazione – Storia naturale infinita, potevamo indirizzare i nostri piccoli allievi ad una nuova e più creativa figurazione dei loro racconti.
Nel novembre del 1979 mi invitarono a Roma per una mostra alla Galleria Bagutta, organizzata da Donnarte di cui facevo parte, dal titolo “per filo, per segno, …per suono”.
Non mi parve vero di poter far vedere la ricerca fatta con i bambini del laboratorio. Facendomi aiutare da Beba Restelli presentammo i cartelloni con i disegni dei bambini appendendoli uno alla volta alle pareti seguendo la sequenza della registrazione dei suoni che avevamo adottato per gli esercizi. Fu una istruttiva performance seguita da un vivace dibattito.

21 disegni bambini 1984

pagine di suoni musicali degli allievi del laboratorio Grimani Restelli Monza
estratto da Casaviva ottobre 1984 A scuola di fantasia di Laura Bosio

Nella scheda di presentazione dicevo fra l’altro: “E’ a questa sequenza, musica, gesto, segno che noi abbiamo affidato l’insegnamento del punto e della linea e le loro variazioni, senza fare una traduzione tecnico-visiva del suono, ma ispirandoci emozionalmente e istintivamente per arrivare ad una maggiore conoscenza e padronanza del segno e delle sue possibilità di comunicazione… Gli incontri di punti e linee nello spazio sono diventati i loro racconti inconsci delle loro angosce, paure, dolcezze e amori.

22 incontri di lineepagine di suoni musicali degli allievi del laboratorio Grimani Restelli Monza 

A riprova che l’insegnamento è uno scambio reciproco tra maestro e allievo queste lezioni sul suono furono per me una palestra dove dare inizio al mio gesto, comprenderne le potenzialità pur nella complessità degli stimoli.

In parallel with my artistic research, having always loved transmitting to young people everything I learned, in 1978 I opened my workshop in Monza to teaching with the help of Beba Restelli who I had met at Castello Sforzesco in Milan in the group ‘Giocare con l’arte’ conducted by Bruno Munari. We adopted as a base the techniques inspired by the method of Munari and then continued with the combined research on sound and word which I had been experimenting in my work. I had also discovered that ‘Tutti Scritti and Punto e linea nel piano Articoli teorici I Corsi inediti al Bauhaus’ of Kandinsky could help us to develop and cultivate abstract design in children, which they instinctively recognized. While with the lessons of Klee taken from ‘Teoria della forma e della Figurazione – Storia Naturale infinita’ we could direct our young pupils to a new and more creative representation of their stories.
In November 1979 I was invited to Rome to an exhibition in Galleria Bagutta by Donnarte of which I was a member. The title was ‘per filo, per segno …per suono’. I could hardly believe that I could see the research carried out with the children in the workshop. With the help of Beba Restelli we presented the posters with the children’s drawings, hanging them up one at a time on the wall following the sequence of the registration of the sounds we had used for the exercises. It was an instructive performance followed by a lively debate.
In the presentation sheet I said among other things ‘It is on this sequence music, gesture, sign that we have based our teaching of dot and line and their variations, without making a technical-visual translation of the sound but by being inspired emotionally and instinctively in order to reach a better understanding and command of the sign and its possibilities of communication. The meeting of dots and lines in space become their stories without their anxieties, fears, pleasures, and loves.’ As evidence that teaching is a reciprocal exchange between teacher and student, these lessons were for me a practice ground where I might begin my work on gestuality and understand its potential even in the complexity of the stimuli.

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2 Risposte to “un racconto/a tale – la didattica”

  1. helios2012 Says:

    ‘A riprova che l’insegnamento è uno scambio reciproco tra maestro e allievo queste lezioni sul suono furono per me una palestra dove dare inizio al mio gesto, comprenderne le potenzialità pur nella complessità degli stimoli.’
    Non tutti ne sono consapevoli….complimenti!

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