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amarcord: “spazio suono mano suono spazio”

luglio 21, 2013

Nel mio percorso a ritroso nel tempo, lontano da clamori mediatici, quasi reclusa nel mio studio, se mi si vuole contattare esiste la posta tradizionale oppure l’ e-mail, sto preparando alcuni libri d’artista che raccontano la mia storia. In questo periodo, in particolare, sto vagliando tutti i lavori realizzati sul tema della luna. Il primo gesto dell ‘astronauta arrivato sulla  luna è quello di voltarsi indietro ed ammirare  la nostra terra, e questo è capitato anche a me. Rileggo volentieri e mi fa piacere far conoscere agli amici il mio primo fantastico viaggio interplanetario. E’ un appunto scritto per presentare nel 1994 a Trento nel  Museo Caproni le opere dedicate alla terra vista dallo spazio.  Era l’anno in cui si festeggiava il 25° anniversario del primo sbarco sulla luna avvenuto il 20 luglio 1969. Tra la fine degli anni 80 e l’inizio degli anni 90  ero molto concentrata sul segno-gesto, abbinato al suono, alla danza, al silenzio, mi venne naturale perciò l’ uso di questa tecnica per esprimere l’ emozione di questa avventura.

Luna, 27 ottobre 1992

Ora so perchè sono qui. Non per vedere la luna più da vicino ma per guardarmi indietro verso casa. La terra. Osservo l’immagine dell’alba e del tramonto terrestre sullo sfondo di un pianoro lunare e il tempo sembra non esistere tanto è rallentato. “Improvvisamente dietro la linea dell’orizzonte della luna, in lunghi lenti movimenti di immensa maestà, ecco emergere un gioiello blu e bianco, una luce, una delicata sfera blu-cielo, avvolta in bianchi veli fluttuanti. Sorge gradualmente simile ad una piccola perla in un denso mare di nero mistero” Raccolgo le parole dell’astronauta Edgar Mitchel e le uso come filo conduttore dei miei gesti, dei miei segni cosmici. In  seguito impagino i miei gesti in un’unica voce: “spazio suono mano suono spazio” . La mano racchiusa fra le parentesi spazio suono è  espressione terrestre, è testimonianza della presenza dell’uomo nell’universo. Vinta la paura del vuoto, dell’ ignoto, il gesto dell’uomo si muove all’ unisono con il cosmo. E’ parte attiva della creazione. Mi affascina l’immagine di un qualcosa di straordinariamente piccolo che genera l’incredibilmente grande, dell’ uovo primordiale che esplode con fragore, crea e riempe lo spazio di polveri e  suoni, dando vita alle attuali galassie. Per me non esiste movimento senza suono. Un suono di diverse nature, dal silenzio più profondo alle voci, ai rumori, alla musica, alle risonanze interiori di ciascuno di noi. Da tutto ciò derivano le mie pagine nere lucide che sembrano fotografie, e i colori della terra che danno vita a segni-oggetto danzanti nello spazio e nel suono. mlg

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oggetto spaziale n. 1 – opera di maria luisa grimani 1992 – acrilici su bindakote

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oggetto spaziale n. 2 – opera di maria luisa grimani 1992 – acrilici su bindakote

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oggetto spaziale n.3 – opera di maria luisa grimani 1992 – acrilici su bindakote