la poesia visiva – prima parte

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Cos’è per me la poesia visiva (prima parte)

E’ un pensiero trasversale, un’arte che attraversa tutte le arti. Ha come sfondo lo scibile umano, comprendendo quindi sia la cultura umanistica sia la cultura scientifica.

Lavoro negli interstizi di due mondi, che Pascal ha ben definito nei suoi pensieri, tra “l’esprit de géométrie e l’esprit de finesse” (spirito matematico, spirito d’intuizione), mescolando i vari linguaggi, tentando sintesi ardite, azzardando invenzioni. E’ un esercizio per il pensiero ed anche un divertimento intellettuale. Chi lo pratica ha il piacere di lavorare sulla cerniera di diverse discipline, compenetrandole, intersecandole, adattandole al proprio sentire.

Suoni che diventano segni, parole che diventano immagini, grafemi o fonemi che prendono forma al di là della parola, collages di oggetti e parole, manoscritti, dattiloscritti, forme che si muovono nello spazio/foglio visto non più come supporto per la scrittura ma parte di un racconto visivo.
La particolarità della mia poesia è quella di utilizzare testi di poeti, e di essere a mia volta trasversale rispetto alle diverse correnti della ricerca “verbo-visuale”. Alcuni miei lavori possono far parte della poesia concreta (parole come immagini), altri della poesia visiva (parole e immagini) in verità sono difficilmente catalogabili.

Le mie prime poesie, frutto di studi semiotici sull’ interpretazione del testo poetico, erano legate a visioni di immagini stellari, comete, buchi neri, esplosioni, implosioni. Furono il mio big bang e l’inizio della passione per l’uso della parola come immagine che non ho mai abbandonato.

In seguito gli stimoli visivi furono altri, nascevano dalle mie stesse ricerche abbinate al suono, ispirate alla danza, legate al colore, compenetrate dalla natura che mi circonda.

Le tecniche usate spaziano da quelle antiche alle più recenti: la scrittura fatta con pennino e inchiostro, il segno a pennello, l’uso del bastoncino di inchiostro solido, il collage, le lettere trasferibili, i vari tipi di stampa, l’uso del personal computer e recentemente la ricerca di una ulteriore nuova tecnica.

maria luisa grimani

(dicembre 2002 – rivista 2011)

magma 1979

con un click sull ‘immagine il video pubblicato  su Boek861 di Cesar Reglero

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Una Risposta to “la poesia visiva – prima parte”

  1. helios2012 Says:

    Credo che essenzialmente per poter comprendere certe dinamiche e ricerche, bisogni avere un ‘corpo ‘poetico’ attraverso il quale tutto quello che si assorbe viene filtrato e tradotto. Penso che lei l’abbia veramente questa energia poetica e la sua ricerca la rappresenta benissimo indipendentemente dai veicoli espressivi usati.

    Una poesia, per quanto scritta correttamente, ma senza anima, non è detto che faccia un buon poeta. E’ l’energia e sensibilità che coltiviamo dentro di noi e da cui non può prescindere un corpo ‘poetico’.

    Complimenti per la sua ricerca e questo detto con grande sincerità.

    Mi piace

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