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tintacce tintine

dicembre 3, 2008

“La filosofia muore più volte” e “c’era una volta un bel colore rosso…” due libri d’artista ispirati al film “Uccellacci Uccellini” di Pier Paolo Pasolini

La filosofia muore più volte

Tre pagine che si sovrappongono e si snodano a somiglianza di ali nere e bianche.

Tutto si muove eppure tutto sembra immobile.

Il pensiero umano più alto, la filosofia, non è bistrattata solo dai sempliciotti, ma spesso viene tradita, strumentalizzata, uccisa anche da chi dovrebbe difenderla.

Ed il finale del film con le piume dell’uccello con i pochi resti del corpo lasciano inorriditi e sgomenti, ma sappiamo che possono preannunciare anche una rinascita: finché l’uomo vivrà anche il suo pensiero libero vivrà.

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la filosofia muore più volte… 2008


C’era una volta un bel colore rosso…

In queste due pagine traspare il pessimismo di Pier Paolo Pasolini. Le parole del corvo filosofo: “il cammino incomincia e il viaggio è già finito” ci rammentano la caducità della vita. E ricordo un altro poeta, Ungaretti, che scrisse: “Si sta come d’autunno – sugli alberi – le foglie”. E l’uomo pur sapendo che la sua vita avrà una fine, come si comporta?

Nella sceneggiatura creata per il corvo esiste anche un richiamo ai colori e mi sembrava appropriato, dato il titolo della mostra, “Tintacce – Tintine”, introdurre questo tema. In realtà Pasolini non nomina alcun colore ma esclusivamente il rosso.

“La vita ha i suoi colori! Il colore dell’aridità, il colore dell’abiezione, il colore della paura, il colore dell’ironia, il colore della mancanza di ogni colore! E c’era una volta un bel colore rosso…”

Un elenco di tintacce, dei difetti più abbietti dell’uomo. chiuso in se stesso. che si preoccupa, a scapito degli altri, della sua sopravvivenza e non s’accorge che così facendo accelera il processo della sua morte, tanto da non avere più alcun colore lungo il suo percorso terreno.

Gli uomini tendono inevitabilmente al male e devono lottare tutta la vita per conquistarsi il bene nei valori della pace, della giustizia e della libertà e un filo di speranza Pasolini lo vede nel colore rosso.

Di solito quando si parla di speranza l’abbinamento è con il verde. Perciò ne traggo la conclusione che ogni colore ha in sé l’aspetto positivo e l’aspetto negativo, il rosso simbolo dell’allegria, della gioia può diventare simbolo di guerra, del sangue sparso sul terreno, della violenza,

I valori stanno dentro ognuno di noi, coltivarli e farli crescere è un dovere, non dobbiamo aspettarci che altri decidano per noi cosa è bene e cosa è male, scegliamo pure il nostro colore positivo e sono sicura che si armonizzerà anche con altri colori positivi nel simbolo dell’arcobaleno.

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c’era una volta un bel colore rosso… 2008

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c’era una volta un bel colore rosso… 2008


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