la luna in scatola

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Certe intuizioni avvengono per vie traverse. Oggi penso che forse una cosa che avevo trovato affascinante ai tempi dei miei studi, la famosa valigia di Duchamp, è stata la vera ispiratrice delle mie lune in scatola.

Racchiudere in un piccolo spazio l’oggetto della mia ricerca, la luna, era come dire avere sempre a portata di mano qualcosa che si ammira piacevolmente e che ci allieta ovunque la si porti. Qualcosa di simile l’aveva immaginato anche Munari con le sue sculture da viaggio, opere fatte in cartone, pieghevoli, che uno poteva mettere sul comodino anche di un anonimo albergo e sentirsi un po’ più a casa.

scultura da viaggio 1958 Bruno Munari

Peggy Guggenheim portava la valigetta di Duchamp come una borsetta e dichiarava «Spesso pensavo che sarebbe stato molto divertente andare a trascorrere un fine settimana portandosi dietro quella valigia invece della solita borsa che si riteneva indispensabile».

“Nel 1941, Duchamp prese 69 suoi lavori precedenti, li riprodusse in miniatura e li mise tutti insieme in un’ unica valigia di pelle, la «Boite en valise»”.


Io ero nel pieno della mia ricerca sulla luna e meditavo su come poterla intrappolare e portarmela ovunque. Se la mettevo in una valigia, aprendola poteva scappare via, appiattirla e piegarla mi sembrava di toglierle il fiato allora…catturarla, miniaturizzarla ed esporla in una piccola teca poteva essere un’idea.

Presi una scatola di legno, della dimensione di quella per le scarpe, con un coperchio di vetro, per ammirare la mia luna senza doverla aprire. Era un oggetto che poteva stare su qualsiasi ripiano, in una nicchia o appeso ad una parete, vicino alla finestra, quasi un richiamo, un fare l’occhiolino a sorella luna che sta lassù nel cielo.

Una piccola particolarità: in tutte le mie lune in scatola c’è uno specchio tondo e ci si può ammirare dentro. E’ una simbiosi perfetta tra chi la possiede, lo spazio che l’accoglie, e il nostro piccolo satellite là fuori all’aperto.

2 opere dalla serie “la luna in scatola” di Maria Luisa Grimani 1997


Esiste anche una contemporanea boite à musique “you-tube” per ascoltare la danza della luna al pianoforte. A volte si inceppa, ma diventerà sicuramente perfetta con le nuove tecnologie.




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Una Risposta to “la luna in scatola”

  1. pani Says:

    insomma, c’è chi tenta inutilmente di vedere la luna nel pozzo e tu sei riuscita a chiuderla in una scatola.
    Non conoscevop questa danza della luna e su you tube ho visto che ci sono varie versioni. Devo procurarmi lo spartito.

    Mi piace

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