Il fiore

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Il titolo delle tre opere “Il fiore” non è tanto legato alla natura quanto dovuto al fascino del suo significato simbolico che Zeami spiega nel suo interessante libro Il Segreto del Teatro Nō. (1)

Nella formazione dell’attore esistono diversi gradi legati all’età per raggiungere il fiore autentico, il punto massimo dell’abilità.

Il fiore è inteso come lo sbocciare della persona nei vari momenti della vita. La freschezza e l’ingenuità dell’infanzia, la timidezza e l’irruenza dell’adolescenza, lo sbocciare della gioventù che seduce, sono fiori del momento che scompaiono presto. Verso i trentaquattro e trentacinque anni, raggiunta la maturità piena, l’attore può anche essere consapevole di essere sbocciato finalmente come fiore autentico.

Tuttavia la consapevolezza del proprio grado di maturità, e di aver ottenuto la consacrazione pubblica non esime colui che si sopravvaluta dal perdere il fiore.

Dopo i quarantacinque anni, Zeami suggerisce la presenza in palcoscenico di un comprimario al quale passare poco per volta il fiore autentico.

“Il fiore” 2 – 1989

1 “Il Segreto del Teatro Nō” Zeami Motokiyo Biblioteca Adelphi 5- 3°edizione1987

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Una Risposta to “Il fiore”

  1. pani Says:

    anche nella vita, dopo i 45 anni si cerca di passare il testimone ai propri figli, o almeno di instillare in loro non un fiore intero ma qualche seme

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