premessa a “storie di scacchi”

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Rifare il percorso dagli esordi sta diventando fondamentale per me.

Con il passare del tempo ci si accorge che tutti i fervori, i rigori giovanili si sfilacciano, perdono vigore.

L’esperienza ti spinge a smussare gli spigoli del tuo pensiero per accettare e comprendere il pensiero antagonista o comunque tutto ciò che è diverso da te.

E’ senz’altro qualcosa di positivo ma così facendo si rischia di diluire troppo la propria “visione”.

Allora conviene ripercorrere i sentieri battuti, per certificare il senso del proprio cammino.

Ricomincio dalla mia prima ricerca, gli scacchi.

Qualcuno mi fece notare che il concetto “io non cerco trovo” è un’affermazione vincente rispetto al semplice cercare.

Io mi accontento, anche perché penso alla ricerca come ad un percorso avventuroso che mi appaga man mano che lo svolgo senza preoccuparmi della meta.

la scacchiera jugoslava di casa mia, foto scattata il 21/1/2003

L’osservazione di una partita di scacchi, una sera, nell’ambito famigliare.

Scatta un’intuizione e prendo in mano un vecchio manuale trovato tra i libri di Giacomo.

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